Finalmente arrivano buone notizie dalla Cina: alberghi praticamente vuoti!!! Forse i turisti sono “leggermente” restii ad andare a vedere queste belle olimpiadi a causa del regime di oppressione, dei diritti umani ignorati, della questione Tibetana, dell’aria di Pechino irrespirabile… Forse, più prosaicamente, una trasferta in Cina costa troppo, ma certo l’immagine attuale della Cina non invoglia a mettere mano al portafoglio. Bene cosi! Ecco il lancio di agenzia dell’ANSA:
(via ANSA) PECHINO 2008: ALBERGHI VUOTI, TURISMO OLIMPICO IN CRISI/
POCHE LE PRENOTAZIONI, BENE SOLO ALBERGHI A CINQUE STELLE
(ANSA) - PECHINO, 25 GIU - Sono ora ufficiali le voci che
circolavano all’inizio di giugno sul ‘vuoto’ che si registra
negli alberghi di Pechino. ”La capitale cinese prevedeva di
ospitare circa 500 mila turisti stranieri durante le Olimpiadi,
ma le stime erano troppo ottimistiche”, ha ammesso il
presidente dell’Associazione per la ricerca economica delle
Olimpiadi, Chen Jian.
Pochi giorni fa e’ arrivata la conferma dello stesso Ufficio
del turismo, che ha reso note le ultime statistiche sul tasso di
prenotazione degli hotel, piu’ basso del 2 per cento rispetto a
due mesi fa. Non solo il 54,5 per cento delle stanze degli hotel
a quattro stelle non risulta prenotato per agosto, ma il prezzo
medio per una notte negli hotel a quattro e tre stelle e’ pari
rispettivamente a 2185 yuan (circa 200 euro) e 1523 yuan (circa
143 euro), 4 euro in meno rispetto alle previsioni. Gli hotel a
due stelle hanno addirittura tagliato i prezzi di 8 euro.
Gli unici a reggere all’inaspettata ‘crisi’ sembrano essere
gli hotel a cinque stelle, con tassi di prenotazione vicini all’
80 per cento e prezzi cresciuti mediamente di 20 euro. Ma non
basta a consolare le aspettative mancate del settore del
turismo, illuso dalle previsioni rosee.
L’anno scorso la stampa locale annunciava a grandi lettere
che gli hotel di lusso avrebbero presto registrato il ‘tutto
esaurito’ con prezzi fino a 200 mila yuan (quasi 19 mila euro)
per due settimane nel mese di agosto. I 5892 hotel e alberghi
della capitale cinese si sono affrettati a predisporre 336 mila
camere e 660 mila letti. Dal 2004 a quest’anno, solo il numero
degli hotel e’ cresciuto da 613 a 815. Ma a sorpresa, i turisti
che si troveranno a prenotare all’ultimo momento potranno
usufruire di prezzi piu’ convenienti di chi si e’ mosso ‘per
tempo’ un anno fa.
Si avvertono i primi malumori: secondo un’indagine condotta
dal Centro di ricerca del turismo di Pechino, il 63 per cento
dei manager d’hotel si aspetta una perdita economica per la fine
di quest’anno. Se le autorita’ dell’ Ufficio del turismo
attribuiscono l’ondata di pessimismo al fatto che gli alberghi
di periferia avrebbero riscosso piu’ successo di quelli piu’
costosi del centro, la pensano diversamente gli esperti
intervistati dal quotidiano di Hong Kong, South China morning
Post.
”La situazione internazionale e’ complicata”, afferma Zhang
Hui del Dipartimento del turismo dell’universita’ degli Studi
internazionali di Pechino. Scontati i riferimenti: alla
repressione delle manifestazioni anticinesi in Tibet con i
conseguenti appelli della comunita’ internazionale per il
boicottaggio delle Olimpiadi si sono aggiunte le calamita’
naturali che hanno devastato la Cina nelle ultime settimane, dal
sisma di magnitudo 7,9 nella provincia del Sichuan che ha
causato quasi 70 mila vittime (oltre 80 mila secondo le
previsioni ufficiali di ieri) alle inondazioni nel sud del
Paese.
Una serie di fattori che ha scatenato un circolo vizioso. Da
un lato il calo d’entusiasmo da parte di molti potenziali
turisti, dall’altro la reazione stizzita del governo cinese che
nelle ultime settimane ha stretto un pesante giro di vite sul
rilascio dei visti e inasprito i controlli per tutta la durata
delle Olimpiadi e Paraolimpiadi (in settembre), vietando per
esempio ogni genere di raduno spontaneo.
Pechino teme l’occhio indiscreto dei ‘turisti’ interessati ad
alimentare i gia’ tanti scandali. Non solo e’ diventato molto
difficile ottenere un permesso di soggiorno, ma anche un
regolare visto turistico, che ’sulla carta’ non richiede una
complessa documentazione. Alle centinaia di stranieri in coda
ogni giorno, i funzionari richiedono la registrazione presso gli
uffici di polizia, la prenotazione di un hotel o il contratto di
affitto di una stanza, e un conto in una banca cinese con
l’importo equivalente di 75 euro per ogni giorno di permanenza
in Cina.
(ANSA).
Credit: foto via Pechino 2008 Blogosfere