Per tutte le Neda che combattono in Iran

Neda era una ragazza come tante, solo più sfortunata, perchè fra le migliaia di manifestanti scesi per le strade di Teheran, hanno sparato proprio a lei. Neda la conosciamo perchè vicino a lei c’era qualcuno che è riuscito a riprendere i suoi ultimi istanti di vita, a tanti altri non è successo e sono morti nell’anonimato. In questi giorni noi guardiamo all’Iran e stiamo con Neda e con i martiri sconosciuti, stiamo con gli iraniani stanchi del gioco di una dittatura e che combattono per la libertà!

Referendum abrogativo del 21-22 giugno

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Tratto dal sito del periodico Fare Futuro Web Magazine

Un voto per cambiare (in meglio) le regole del gioco
Referendum, dieci motivi per il sì
di Sofia Ventura

Ecco dieci ottimi motivi per andare a votare al referendum, il 21 giugno, e votare sì:

1) I due grandi partiti italiani se non cambiano le regole elettorali sono destinati a essere ostaggio di due formazioni che ne estremizzano le politiche, i programmi e i toni. L’attuale sistema frustra la vocazione maggioritaria dei grandi partiti e Lega e Italia dei Valori, pur con meno di un terzo dei voti di Pdl e Pd sono in grado di dettare le loro condizioni e imporre le loro «visioni» poco liberali sui grandi temi.2) La legge elettorale che uscirà dal referendum favorirà grandi partiti in grado di governare da soli; le esigenze che oggi sono espresse dai partiti minori potranno trovare una composizione che salvaguardi l’equilibrio tra gli interessi più particolari e quelli più generali della collettività. Tenere in vita tante «botteghe» serve solo gli interessi particolari di chi le conduce e porta a marcare ed estremizzare le differenze al solo fine di rendersi riconoscibili agli occhi degli elettori.

3) Boicottare il referendum per paura di una ulteriore concentrazione di potere nelle mani di Berlusconi significa boicottare la possibilità di un futuro migliore per l’Italia per un timore infondato. Con il nuovo sistema per garantirsi la vittoria il Pdl dovrebbe comunque costruire accordi con le varie componenti che si riconoscono nel centrodestra e la prospettiva sarebbe allora quella di un grande contenitore, magari caratterizzato da solidi patti federativi (es. Cdu-Csu), necessariamente più plurale e democratico.4) Il referendum è l’unico strumento per cambiare una legge elettorale che viene chiamata «porcellum» non a caso … è una pessima legge, tutti se ne lamentano ma i partiti sono incapaci di trovare un accordo «alto» per cambiarla.

5) Solo nuove regole, come quelle che possono scaturire dal referendum abrogativo, garantiscono il consolidamento dell’attuale bipolarismo basato su pochi partiti. Questo sistema è sorto, nonostante il «porcellum», grazie alle iniziative speculari di Veltroni e Berlusconi, ma nulla impedisce domani che la situazione cambi, ad esempio che il Pd si disgreghi o che il Pdl, una volta ritiratosi Berlusconi, entri in crisi: le regole attuali non impedirebbero il ritorno a una frammentazione estrema e a coalizioni rissose ed eterogenee. 6) La vittoria del referendum, con l’abolizione della possibilità di candidarsi in più circoscrizioni (terzo quesito), limiterà i danni di uno degli aspetti più odiosi della legge attuale, la «nomina» dei parlamentari attraverso il sistema delle liste chiuse. Questa norma, tanto più grave a causa dei discutibili criteri di scelta usati dai partiti, nell’attuale contesto, dove non esistono primarie o quando esistono sono spesso poco serie, allontana la legge da un genuino spirito democratico; impedire, come vuole fare il referendum, le candidature multiple evita che vi siano dei candidati «scelti» addirittura dopo le elezioni attraverso le rinunce «strategiche» dei pluri-eletti.

7) L’ ennesimo fallimento a causa dell’astensione delegittimerebbe ulteriormente l’istituto del referendum. Ma il referendum è un importante strumento democratico, consente all’opinione pubblica di far sentire la propria voce quando la classe politica non è in grado o non vuole ascoltarla: la democrazia nel nostro paese diventerebbe allora un po’ più povera.

8 ) Il boicottaggio di una consultazione democratica è un gran brutto segnale e allora diventa importante reagire. Quando la gran parte della classe politica, di governo e di opposizione, invita i cittadini ad astenersi, o più o meno segretamente spera che si astengano, dal partecipare a una consultazione democratica, c’è qualcosa che non va: è proprio questo allora il momento di far sentire la propria voce.

9) Troppo spesso le oligarchie di partito hanno intonato il ritornello «i cittadini non capiscono», questa è l’occasione per mostrare che i cittadini capiscono benissimo. Non vi è nulla di criptico o incomprensibile nei quesiti referendari: con i primi due (uno per la Camera e uno per il Senato) il premio di maggioranza andrà non alla coalizione ma al partito vincente; con il terzo saranno impedite le candidature multiple. C’est très facile! 10) La libertà è un bene inestimabile, ed è compito di tutti preservarla. Ma libertà non è (solo) stare sopra un albero, non è neanche (solo) un gesto o un’invenzione. La libertà non è (solo) uno spazio libero, libertà è (anche) partecipazione …

Il 14 aprile 2004 vedemmo come muore un Italiano

Fabrizio QuattrocchiHo sempre detto che in questo blog vogliamo guardare avanti e non limitarci a celebrare le ricorrenze, ma in questo particolare giorno credo sia giusto ricordare cosa accadde esattamente cinque anni fa, quando un uomo come tanti che faceva un lavoro pericoloso, con una semplice frase sconfisse i suoi assassini e riempì d’orgoglio una nazione. Quell’uomo era Fabrizio Quattrocchi e a quei terroristi fece vedere “come muore un italiano”. Il 13 marzo 2006 il Presidente Ciampi gli conferì la Medaglia d’oro al Valor Civile alla Memoria perchè “Vittima di un brutale atto terroristico rivolto contro l’Italia, con eccezionale coraggio ed esemplare amor di Patria, affrontava la barbara esecuzione, tenendo alto il prestigio e l’onore del suo Paese”

Al sacrificio di quest’uomo è stata dedicata una bellissima canzone dalla Gulliver Band, eccola:

Sabato raccolta fondi e beni di prima necessità per i terremotati!

Giovani per l'Abruzzo

Sabato 11 aprile, dalle ore 09:30 alle ore 19:00, Azione Giovani e Giovani per la Libertà saranno in Piazza Cavour a Pordenone con un banchetto per la raccolta di fondi e generi di prima necessità da destinare alle vittime del terremoto che ha colpito lunedi’ notte l’Abruzzo.

I fondi raccolti verranno versati sul conto corrente aperto dal Ministero della Gioventù, di cui potete leggere qui, e intestato a PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI - Dipartimento Gioventù - “Emergenza Abruzzo” - codice IBAN: IT03 F010 0503 2840 0000 0000 297.

I beni di prima necessità di cui c’è bisogno sono: cibo in scatola, acqua, pannolini, latte in polvere e coperte, mentre NON c’è necessità di medicine, vestiti e giocattoli. Tutto il materiale che riusciremo a raccogliere lo invieremo alla sede operativa nazionale della Protezione Civile MO.D.A.V.I. a Pescara, che provvederà poi allo smistamento in loco.

E’ una iniziativa di solidarietà il cui successo dipende dalla vostra sensibilità, vi chiediamo quindi di venire in Piazza Cavour sabato a portare il vostro contributo! Vi aspettiamo!

Terremoto in Abruzzo: si organizzano squadre di soccorso

Visto il tragico evento sismico avvenuto questa notte in provincia de l’Aquila, il nucleo di Protezione Civile del MO.D.A.V.I. Onlus si sta mobilitando per fornire un’immediata risposta, in termini di soccorso e aiuto, alle vittime di un dramma che non riguarda solo l’Abruzzo, bensì l’intera Comunità nazionale.

Proprio per questo, è nostra intenzione sensibilizzare e coinvolgere tutte le persone che si ritengano in grado, nonché abbiano la volontà di apportare un aiuto immediato ai soccorritori in loco e alle popolazioni calamitate.

La buona volontà è ben accetta, ma sono preferiti i volontari che abbiano già maturato una preparazione in materia di protezione civile e di primo soccorso.

Tempi

I volontari saranno suddivisi in modo tale da coprire turni di permanenza in loco di 72 ore, così da garantire una presenza continuativa sul posto.

Dunque è indispensabile che i gruppi di volontari non si rechino nei luoghi colpiti dal terremoto simultaneamente, ma rispettando lo schema di turnazione prestabilito.

Partenze da Roma

La prima squadra partirà il 7 aprile alle ore 06.00, con appuntamento alla fermata “Santa Maria del Soccorso” della Linea B della Metropolitana.

Partenza dal resto d’Italia

Per i volontari che provengono dal resto d’Italia, si consiglia di raggiungere i luoghi colpiti con il proprio automezzo, per evitare ulteriori disagi organizzativi a chi già si trova sul luogo per prestare soccorsi.

Prima della partenza, dunque, per una maggiore organizzazione ed un efficace coordinamento delle operazioni, sia i gruppi che i singoli volontari, indipendentemente dal loro punto di partenza, devono obbligatoriamente contattare i nostri responsabili, fornendo le seguenti informazioni:

·         numero volontari;

·         orario di arrivo previsto;

·         mezzi disponibili e turnazione (gruppi di 8-10 volontari per 72 ore);

·         competenze dei volontari (primo soccorso, psicologi, elettricisti, ecc.).

Ogni singolo volontario deve obbligatoriamente compilare, prima della partenza, la scheda tecnica allegata alla presente circolare, inviandola all’indirizzo mail emergenzaabruzzo@modavi.it , indicando in oggetto: “Scheda tecnica_volontario_nome_cognome”.

I recapiti da contattare per qualsiasi informazione sono i seguenti:

·         Sede operativa nazionale:

MO.D.A.V.I. Onlus – Direzione nazionale

Tel. : 06/84242188 – Fax. : 06/84081658

E-mail: emergenzaabruzzo@modavi.it

·         Responsabile:

Giovanni Corbo – cell. 327/0499296

I volontari devono essere dotati di:

·         Divisa di protezione civile o tuta da lavoro;

·         Scarpe antinfortunistiche o anfibi;

·         Sacco a pelo;

·         Cibo in scatola o precotto;

·         1/2 litri d’acqua;

·         1 torcia (con batterie);

·         Vestiti invernali comodi.

Gli oggetti che i volontari non devono assolutamente portare sono:

·         Scarpe da ginnastica;

·         Accappatoi;

·         Pantofole o infradito;

·         Biancheria in eccesso (sono sufficienti tre cambi).

Sul caso del cane ucciso a sprangate ad Azzano Decimo

Avrete sicuramente letto sui giornali locali, ma anche su alcuni nazionali, della vicenda dei due ragazzi, lui 22 anni di Azzano Decimo, lei 21 di Fiume Veneto, che hanno ucciso a sprangate un cane filmando tutto con il telefonino per poi vantarsene al bar. Ovviamente i due sono stati denunciati. Il caso ha scosso parecchio le coscienze, soprattutto su internet dove, sull’ormai onnipresente Facebook, sono sorti come funghi dei gruppi contro questi due ragazzi. Tutto questo mi ha spinto a tre considerazioni.

La prima è che la politica non puo’ rimanere indifferente, per questo come Consigliere comunale ho chiesto che il Comune si costituisse parte civile nel processo, richiesta che il Sindaco ha accolto prontamente. Spero che la giustizia faccia velocemente il suo corso e mi auguro che la punizione sia esemplare. Non sono un sostenitore della legge del taglione ma un fan del contrappasso, per questo godrei molto a vederli condannati ad un lungo periodo di servizio civile in un canile. Inoltre se al Comune verrà corrisposto un indennizzo chiedero’ che venga devoluto ad una struttura che accudisce gli animali.

La seconda considerazione è che questo episodio ne ricorda molti altri che purtroppo riempiono spesso le pagine dei giornali, e quasi sempre protagonisti sono dei giovani. Ma questa “peggio gioventù” rappresenta sempre e solo una piccola minoranza. Per ogni teppista, vandalo o criminale non bisogna dimenticare che ci sono migliaia di ragazzi che ogni giorno dedicano del tempo al volontariato, che assistono disabili o anziani, che curano gli animali e si impegnano nello studio come nella vita rispettando chi li circonda. Questa “meglio gioventù” è la grande maggioranza di questa generazione che, purtroppo, non fa mai notizia ma che è presente ovunque, soprattutto ad Azzano Decimo. A questi ragazzi bisogna guardare quando la cronaca ci mette di fronte ad esempi negativi, e a loro ogni tanto bisognerebbe anche dire “bravi, continuate così”.

Infine i giornali hanno parlato anche del “popolo della rete” che si è mobilitato su Facebook (che per i giornali sembra diventato il nuovo santo graal, dici Facebook e finisci in prima pagina…). Allora sono andato a leggere questi commenti del “popolo della rete”, e francamente mi hanno inquietato parecchio, perche’ nel 90% dei casi si limitavano a frasi del tipo “vorrei che a essere sprangati fossero questi due” oppure “ditemi dove abitano che ci penso io”. Questo tipo di violenza verbale è pericolosa, perchè puo’ accendere la miccia al fanatico di turno, e soprattutto scredita e svilisce un mezzo importantissimo per la comunicazione come è la rete in generale e Facebook in particolare. Alcune persone sono arrivate a pubblicare on-line numero di telefono e indirizzo di casa dei due ragazzi, una specie di gogna mediatica pericolosissima proprio per via di quel fanatico di cui sopra. Tant’è vero che stanotte, davanti alla casa del ragazzo, sono apparse delle scritte del muro a firma “100% animalisti” che recitano “So cosa hai fatto. L’hai ucciso con il bastone, ora noi il tuo incubo peggiore”. Non è cosi’ che si affrontano e risolvono i problemi.

Alberto Locatelli

AG su Libero-news

Un articolo tratto da libero-news.it, in cui sono stati intervistati diversi ragazzi di Azione Giovani fra cui… il sottoscritto :)

I giovani di Alleanza nazionale non si fermano più: hanno combattuto le battaglie culturali e politiche ai tempi del Movimento sociale, piangendo per strada qualche compagno di avventura rimasto vittima del terrorismo politico; sono transitati dalle parti di Fiuggi nel 1995 per entrare con entusiasmo nel progetto di Alleanza nazionale firmato da Gianfranco Fin; una settimana fa si sono dati nuovamente appuntamento a Roma per salutare questa esperienza e consegnarla al futuro che avanza, il Popolo della libertà. Da questo fine settimana si ritroveranno a fianco dei giovani di Forza Italia, ma non come due realtà autonome, piuttosto come un unico corpo.
Loro, i ragazzi di Azione giovani, come stanno vivendo queste ore? Libero-news.it lo ha chiesto direttamente ad alcuni ragazzi militanti.

Fiorenzuola D’Arda sta in mezzo alla pianura padana, con le colline piacentine che sorgono alle sue spalle. E’ terra di rossi emiliani, dove essere di destra risulta un po’ difficile. Eppure Fabio Gnocchi, 25 anni, nel 2006 è finito per essere consigliere comunale grazie ad Alleanza nazionale che l’ha candidato. «Mi sono avvicinato alla politica grazie alle battaglie di Azione giovani», racconta. «Perché hanno ricordato cose che gli altri non facevano: le foibe, i soldati di Nassirya e i giovani di destra rimasti uccisi». Fabio, come gli altri, non ha paura perché se è anche vero «che in passato abbiamo avuto vedute diverse su certi temi, io non voglio guardare al passato, ma al futuro».
Da una provincia all’altra, non si cambia. Su nel Friuli, in quel di Pordenone, c’è Alberto Locatelli a guidare Azione giovani. Nemmeno lui vede con «particolare apprensione» il nuovo passaggio al quale è chiamato. Ed è una costante nelle risposte dei giovani militanti di destra. Entrare nel Pdl, d’altra parte, garantisce una maggiore visibilità, per quanto, sottolinea Alberto, «sia più facile vedere lo scontento che quelli contenti», riferendosi a qualche tuffo nel passato di chi non ha apprezzato l’ultima svolta del partito di Gianfranco Fini. Un Fini che ormai parla da uomo delle istituzioni, come qualche giorno fa, quando ha dichiarato che Mussolini, con gli occhi di oggi – quelli di presidente della Camera – non è più da considerarsi un grande statista.

I giovani del movimento non hanno paura: sapranno andare d’accordo con i colleghi e, promettono, sapranno prendere ciò che c’è di buono da loro e viceversa. Allora nessun rischio di imborghesimento? Assolutamente no, sono pure disposti a indossare qualche volta in più la giacca e la cravatta per andare ai convegni, «noi insegneremo ai ragazzi di Forza Italia a fare volantinaggio». «Tanto noi ci sentiremo comunque dei militanti, pronti a ritrovarsi per mettere su un gazebo o stare in mezzo alla gente, per le strade e nelle piazze», aggiunge Gianmario Mariniello, di Aversa, che considera il passaggio di questi giorni come «il compimento del progetto tatarelliano di un contenitore unico» contro la sinistra.

Il processo di fusione sarà comunque ancora un po’ lungo, occorrerà un anno prima che le cose vengano sistemate a livello organizzativo. Nel frattempo continuerà il processo di avvicinamento anche perché già tante cose sono state fatte insieme con gli azzurrini.

Eppure qualche dubbio rimane: Azione giovani ha alle spalle le battaglie per l’autodeterminazione dei popoli, le feste di Atreju, gli scherzi goliardici ai politici che salivano sul palco a Roma. I colleghi di Forza Italia come si sentiranno? «Non appena ci conosceranno, si innamoreranno delle nostre iniziative», risponde Augusta Montaruli, di Torino. D’altra parte, prosegue, «le nostre non sono battaglie che appartengono solo ad una classe politica, ma che sono patrimonio di un popolo».

Lavinio Prono, scesa da Milano a Roma per seguire i lavori congressuali, ha seguito con attenzione il discorso di oggi di Gianfranco Fini. Un discorso che ha levato di mezzo «qualsiasi dubbio e ha confermato che lui è il secondo leader del Pdl». Sul futuro del movimento giovanile, anche lei, non ha timori o paure perché «i movimenti giovanili da tempo lavorano assieme». Come a voler dire che, in fondo, il Popolo della libertà è nato, prima che tra i capi, tra i giovani.
Militanza, impegno e collaborazione: i giovani di An continuano a correre spediti, guardando avanti.

Dario Mazzocchi