Cosa sarà la nostra Giovane Italia
March 7th, 2010Riportiamo il primo post del nuovo sito della Giovane Italia Pordenone, su cui d’ora in poi potrete seguire le nostre attività:
www.giovaneitaliapordenone.it
La Giovane Italia ancora non esiste. E’ un cantiere aperto, in cui tanti militanti stanno lavorando per erigere questa nostra nuova casa cercando di decidere, passo dopo passo, che forma avrà. Questo periodo di transizione, in cui due movimenti giovanili radicalmente diversi nella forma e nella sostanza stanno cercando di amalgamarsi e diventare un’unica cosa, sarà determinante per capire cosa sarà la Giovane Italia. Io ancora non lo so con precisione, vi posso dire pero’ con certezza cosa non voglio che diventi.
La Giovane Italia non sarà mai un mezzo per fare carriera politica: chi entra in un movimento giovanile deve essere guidato dalla passione e dagli ideali, non dall’ambizione personale. In un gruppo di 50 ragazzi forse solo uno diventerà un “politico”, ma tutti devono diventare amici, fratelli, uomini e donne che nella vita di ogni giorno si fanno portatori di idee e secondo queste vivono ogni aspetto della loro vita. Coerenza, lealtà, impegno e dedizione sono solo alcuni dei valori che dovranno contraddistinguere i militanti della Giovane Italia: non politicanti in erba, ma ragazzi puliti che dicono quello che pensano e distinguono le cose fra quelle giuste e quelle sbagliate, non fra quelle che gli portano vantaggi o meno. Dei kamikaze del 21° secolo, disposti anche perdere pur di non tradire i fratelli, ciò in cui credono o, peggio, loro stessi. Solo così, partendo dall’integrità e dal coraggio quotidiano, dall’umiltà del militante e dall’impegno disinteressato potremmo sperare che quell’unico “politico” che nascerà da questa nostra Giovane Italia sia un Politico nuovo, che antepone la collettività al personale, il futuro al presente, ciò che è giusto a ciò che è solo conveniente.
La Giovane Italia non sarà mai solo la somma dei “giovani del PDL”: perchè un movimento giovanile di un partito abbia veramente senso, questo deve avere una propria identità, una propria classe dirigente e soprattutto un’anima ribelle. La Giovane Italia dovrà avere il coraggio, e l’incoscienza, per dire al PDL anche dei no, dovrà esserne interlocutore leale ma intransigente. Solo con il coraggio delle idee potremo crescere e aiutare realmente il nostro paese, non saremo mai dei signorsì, ma dei controllori attenti e sensibili al nuovo, a ciò che i giovani recepiscono e sentono prima dei “senior”. Cercheremo di essere i custodi della correttezza e della politica pulita, sentinelle pronte ad avvertire chi è alla guida del Popolo della Libertà quando sta per imboccare una strada sbagliata.
La Giovane Italia non sarà mai sinonimo di pensiero unico: noi sappiamo che è dal confronto che nasce l’idea, la consapevolezza, il progresso personale e del gruppo. Anche l’ultimo dei militanti dovrà dire cosa pensa, e non dovrà mai accadere che un’idea non abbia diritto di cittadinanza al nostro interno, ma tutte verranno discusse e valutate senza dogmi o preconcetti. Noi archiviamo le ideologie del ‘900, i dogmi e gli schieramenti preconfezionati. Noi navigheremo in mare aperto, tracciando nuove rotte e cercando approdi ora sconosciuti. Siamo esploratori e sognatori, forse non sappiamo ancora quale sarà la nostra meta, ma abbiamo dannatamente chiaro come intendiamo affrontare questo percorso.
E non ci faremo fermare da nessuno.





Sulla vicenda Marrazzo spendiamo solo poche parole. Come non commentammo le indiscrezioni sulle vicende sessuali di Berlusconi, così non vogliamo commentare quelle del Governatore del Lazio. Siamo convinti che il privato di un uomo pubblico debba rimanere tale, anche chi ha ruoli pubblici ha diritto alla propria privacy, anche se questa pero’ deve venire meno quando le vicende private causano un danno ai cittadini. Da questo caso pero’ vogliamo evidenziare due cose. La prima è che la sinistra ha perso qualsiasi presunta superiorità morale, che noi non le avevamo comunque mai riconosciuto ma di cui si era autonomamente investita. La stampa, in particolare Repubblica, sarà chiamata ora ad essere tanto severa con i suoi quanto lo è stata, pretestuosamente, con Berlusconi, altrimenti i cittadini sapranno fare 2+2. La seconda cosa che vogliamo dire è quella più preoccupante, e cioè il comportamento di Marrazzo e del PD nei confronti della amministrazione della Regione Lazio. Marrazzo non si è dimesso, si è autosospeso delegando tutti i poteri al suo Vicegovernatore. Questo per evitare che si vada a votare a gennaio, come sarebbe stato in caso di caduta immediata della giunta, ma prolungando la legislatura fino alla sua scadenza naturale di marzo. Questo escamotage è una vera e propria truffa ai danni dei cittadini. La sospensione del Governatore con passaggio di potere al Vice è prevista infatti solo per impedimenti temporanei del Governatore o sua assenza, non quindi per una autonoma decisione di “autosospendersi”, ed è dettata dalla necessità di dare più tempo al PD per assorbire il colpo e riorganizzarsi.